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  • IDEE PER CATANIA, MUSUMECI E BIANCO A CONFRONTO

    29 Gennaio 2010

    Folla da grandi occasioni per l’incontro di Nello Musumeci ed Enzo Bianco all’Auditorium della facoltà di Lettere di Catania. Tema dell’incontro “Idee per la Città”. Sono intervenuti anche Enrico Iachello, Ivan Lo Bello, Laura Mancuso, Alberto Pasqua, Giuseppe Saffo e Tino Vittorio. Il convegno è stato introdotto da Nino Milazzo e moderato dal giornalista Andrea Lodato. foto: http://thelorereport.blogdo.net/

     

     

    fonte “La Sicilia”

    Uno sguardo indietro e con un pizzico di nostalgia, inutile nasconderlo, da parte di chi è stato protagonista di una stagione politica intensa per la città e per la provincia, ma soprattutto e molto più intelligentemente, una rivisitazione di quegli anni per provare a disegnare scenari nuovi per il tempo che verrà. Così Enzo Bianco e Nello Musumeci per quasi tre ore, con il supporto di altri relatori che hanno spaziato nei loro interventi tra ricostruzioni storiche, economiche, sociali e di costume, hanno ripercorso gli anni delle loro rispettive amministrazioni, a Palazzo degli Elefanti e a Palazzo Minoriti. Ad organizzare l’evento l’associazione Dimensione Pandora, titolo dell’incontro “Un’idea per Catania” e in un auditorium dei Benedettini stracolmo, quel che è venuto fuori è stato un potenziale laboratorio, appunto, di progetti per Catania.

    foto thelorereport.it

    A raccontare quel che era Catania nel passato e quel che era diventata negli Anni ‘90 è stato il giornalista Nino Milazzo, con una cronistoria puntuale e appassionata. Quindi, dopo i primi intervento di Musumeci e Bianco, le relazioni degli ospiti e le loro proposte. Per Enrico Iachello, preside della facoltà di Lettere, una delle priorità di Catania è riportare alla luce i suoi tesori d’arte, mentre l’ing. Alberto Pasqua, esperto di trasporti e mobilità, ha spiegato come il modello di traffico urbano varato negli anni ‘90 resti oggi assolutamente attuale e attuabile. Secondo il prof. Tino Vittorio la nuova Catania deve unire anche forze diverse e accettare e lanciare grandi sfide.

    Emozionante l’intervento di Laura Mancuso, moglie di Angelo D’Arrigo l’uomo che volava con le aquile, così come lo conosce tutto il mondo, scomparso qualche anno fa in un incidente aereo. Giuseppe Saffo, presidente regionale del Sindacato Balneari, ha parlato della Plaia come risorsa per il turismo non solo di Catania, mentre Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, ha rimarcato alcune contraddizioni che ancora oggi vivono nel tessuto sociale e politico della città.

    Quindi Musumeci e Bianco, che hanno subito chiarito di non essere in procinto, come certi retroscena politici vorrebbero, di creare una lista insieme per le amministrative. Solo dialogo, quello di ieri, quando amministravano e quello di oggi per dare un contributo alla città. Come? «Con un’intesa istituzionale seria e corretta – ha detto Musumeci – tanto per cominciare e per dare un progetto vero alla città. Cercando di superare ritardi impressionanti, perché Catania ha un regolamento edilizio vecchio di 70 anni e il Prg di 40. Impossibile, così, pensare ad uno sviluppo equilibrato. E poi – ha aggiunto – basta centri commerciali, che sono l’eutanasia del centro storico, oltre che un problema per i piccoli esercizi commerciali. Ma bisogna fare in modo che Catania torni a dare un’offerta culturale anche e per questo sarebbe importante creare una Fondazione che riunisca sotto un solo soggetto i musei della città, per coordinare meglio la loro fruizione. Ma Catania – ha aggiunto Musumeci – deve di nuovo far scattare nei catanese e soprattutto nei giovani, l’orgoglio dell’appartenenza a questa città, che sembra non esserci più. E il Comune, come istituzione, che dovrebbe essere il soggetto primo impegnato a risolvere i problemi, beh – ha concluso Musumeci – cessi d’essere un problema esso stesso e torni ad essere risorsa».

    Enzo Bianco è partito dalla stagione in cui Catania era diventato polo attrattivo per grandi aziende innovative, per giovani che tornavano o che cercavano a Catania la loro realizzazione. Ma poi ha guardato al presente e al futuro: «E il futuro oggi non va misurato tra i confini ristretti della città, perché Catania è il centro naturale di quella straordinaria area che è il Distretto del Sd-Est, quello che comprende province come Siracusa e Ragusa, sempre più vicine con strade più moderne. Per questo Catania deve uscire da quella che sembra una piattezza, una incapacità di comunicare, di progettare. Deve lavorare per avere una moderna rete di mobilità e per fare questo e le tante altre cose che i catanese si aspettano – ha aggiunto Bianco – deve anche recuperare la capacità del governo della città. Ci sono aspetti positivi che ho già espresso legati all’attuale amministrazione, come il risanamento dei disastrosi conti, ma su troppi altri aspetti bisogna che la città si senta di nuovo governata. Per la pulizia, per l’ordine, per i servizi pubblici, nella lotta all’abusivismo. Catania – ha concluso Bianco – crei finalmente il suo marchio Doc, il marchio di una città che ha qualità che devono essere tirate fuori, sostenute, incoraggiate».

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