BORGHI RURALI: I DIRITTI NEGATI
8 Febbraio 2010

Nello Musumeci, ex presidente della Provincia regionale di Catania, in una missiva inviata al Prefetto, è intervenuto sullo stato di abbandono dei borghi rurali di Libertinia e Borgo Lupo (nella foto) in territorio Calatino. Di seguito l’articolo integrale apparso sul quotidiano cittadino “La Sicilia”.
«Vivere nei borghi rurali? In provincia di Catania è diventata colpa grave, perseguita con la sospensione dei servizi essenziali e la ghettizzazione degli abitanti superstiti».
A lanciare il provocatorio grido d’allarme è Nello Musumeci, per un decennio primo inquilino a Palazzo Minoriti ed oggi esponente de La Destra-Alleanza siciliana, con una nota inviata al prefetto di Catania Vincenzo Santoro. Nella missiva, Musumeci denuncia «lo scandaloso stato di abbandono» in cui sono lasciati i cittadini di Libertinia (poco più di cento), frazione di Ramacca, e quelli (una ventina ormai) di Borgo Lupo, in territorio di Mineo.
Il nostro giornale ne ha dato notizia nei giorni scorsi: ai primi viene negato l’uso del telefono di rete fissa e, da mesi ormai, anche i servizi postali;ai secondi, persino il diritto all’acqua potabile. «Per gente che vive lontano dai rispettivi Comuni-capoluogo – evidenzia Musumeci – e peraltro in gran parte in età avanzata, non possono esserci giustificazioni di sorta. Anzi, si assiste ad un indecoroso palleggio di responsabilità tra vari enti pubblici, mentre la condizione di isolamento e di disagio degli abitanti si fa sempre più grave. Eppure, si tratta di persone che da generazioni vivono in quelle nude e semplici case, costruite per sfidare il latifondo campato dalla miseria. E’ gente coraggiosa, inchiodata all’avaria della terra e rassegnata all’egoismo del mercato. Chiede sono di ricevere servizi essenziali e prioritari e invece le vengono negati con pretesti assurdi e inaccettabili. E’ come se un disegno lucido e diabolico li volesse indurre, per esasperazione, a lasciare per sempre quei borghi e a rifugiarsi nei più comodi centri urbani».
Nella sua nota al rappresentante del governo, Nello Musumeci sottolinea «come, al di là della contingenza, appaia desolante l’assenza di un progetto serio di recupero e utilizzo dei borghi rurali nella provincia etnea, che proprio grazie alla tenacia dei loro abitanti potrebbero diventare luoghi di attrazione turistica, per l’inalterato impianto urbanistico (risalente agli anni Trenta del secolo scorso), per l’incontaminato patrimonio edilizio e per la genuinità della cucina locale, tipicamente contadina. In altre parti d’Italia, tanto patrimonio culturale e umano avrebbe prodotto fatturato economico; da noi, invece, diventa fastidio da cui liberarsi e senza neppure troppi scrupoli». E, a tale proposito, ricorda Musumeci la proposta lanciata alla Regione Siciliana, proprietaria del Borgo Lupo, quando era presidente della Provincia: «ristrutturare quegli edifici e affidarne la gestione, per fini turistici, agli stessi abitanti organizzati in cooperativa. Da Palermo la risposta non è mai arrivata». «Ben conoscendo la sua sensibilità di prefetto – conclude l’appello dell’esponente politico – sono certo che saprà mettere attorno ad un tavolo gli enti chiamati a dare intanto risposte alle legittime richieste degli abitanti dei due borghi, mentre voglio augurarmi che dai due Comuni interessati e dalla Regione si voglia avviare un concreto progetto di salvaguardia di un patrimonio che attende di essere sapientemente inserito nei programmi di un possibile sviluppo turistico dell’Isola. Senza inseguire miracoli, ma solo utilizzando quel che già è nostro».









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|Lasciato il 9 Maggio 2010 alle 17:31|