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  • “NO A NUOVI CENTRI COMMERCIALI”: LA SOLIDARIETA’ DEI CATANESI

    5 Luglio 2010

    Un momento del volantinaggio in via Etnea, a Catania

    Condivisione e apprensione per il futuro occupazionale legato alle attività commerciali del centro. Sono questi – secondo gli organizzatori dell’iniziativa – i sentimenti che hanno accolto la prima giornata di mobilitazione nelle strade promossa dal movimento politico de La Destra-Alleanza siciliana che ha deciso di portare tra la gente la campagna contro l’apertura di nuovi centri commerciali, presentata alla stampa la scorsa settimana.

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    CATANIA, MUSUMECI: IL PRG PER UNA CITTA’ PIU’ EQUA

    30 Giugno 2010

    Intervenendo nel dibattito in aula, a Palazzo degli Elefanti, sul Piano regolatore generale, il nostro capogruppo, Nello Musumeci ha dichiarato fra l’altro:« Dopo due anni dalla sua elezione a sindaco, ci aspettavamo qualcosa di più delle sole linee strategiche sul Piano regolatore generale, specie se si considera che lo strumento urbanistico già nel 2008 era pronto per approdare in aula. Alle buone volontà, tutte condivisibili, debbono seguire azioni concrete per salvare il salvabile in una città fortemente compromessa dalle speculazioni dei decenni passati. Se immaginiamo una città solidale, si eviti di creare una Catania dei ricchi e una Catania dei poveri: infrastrutture, strutture e servizi debbono essere assicurati in maniera equa, tanto al centro quanto nelle periferie. Si proceda, intanto, alla redazione del Piano del centro storico per evitare che l’antico diventi vecchio e avviare una vasta opera di recupero che darebbe una boccata d’ossigeno ad imprese e professionisti».

    NELLO MUSUMECI RISPONDE AI LETTORI DI CATANIAPOLITICA

    8 Giugno 2010

    Dal quotidiano on line catanese Nello Musumeci risponde ad alcune delle domande che i lettori di CataniaPolitica gli hanno posto attraverso la rubrica “Chiedilo a…”.

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    NUOVA GIUNTA CATANIA, MUSUMECI: “E’ LA SCONFITTA DELLA POLITICA”

    18 Maggio 2010

    “Oggi hanno vinto il cinismo e l’ingratitudine di un sindaco che ha voluto ufficializzare la sconfitta della politica. Si è, inoltre, consumata la mortificazione di quei partiti del centrodestra che, con grande difficoltà, hanno trascinato Stancanelli in campagna elettorale, scongiurandogli il patibolo del ballottaggio e imponendolo per miracolo alla città.  Siamo alla tragicommedia, mentre la città continua a vivere nella più profonda tristezza”. Questo il commento a caldo di Nello Musumeci, nostro capogruppo a Palazzo degli Elefanti (nella foto),  a seguito del varo della nuova giunta cittadina.

    CATANIA, CONCORSO AMT: “SI PUBBLICHI LA GRADUATORIA FINALE”

    20 Aprile 2010

     
     È la richiesta al sindaco formalizzata dai nostri consiglieri a Palazzo degli Elefanti, in relazione al concorso indetto anni fa dall’Azienda municipalizzata, bloccato in corso di espletamento, e che ha visto la partecipazione di migliaia di aspiranti conducenti.

     Catania – «Chiediamo che venga completata la selezione pubblica per cento posti di autista dell’Amt e che si pubblichi la graduatoria finale. Tutto questo, al di là del fatto che si voglia o meno procedere alle assunzioni». È la richiesta al sindaco formalizzata dai consiglieri comunali Nello Musumeci, Manfredi Zammataro e Gemma Lo Presti del gruppo La Destra-Alleanza siciliana, in relazione al concorso indetto anni fa dall’Azienda municipalizzata, bloccato in corso di espletamento, e che ha visto la partecipazione di migliaia di aspiranti conducenti.
     
    Nella loro interrogazione, i consiglieri ricordano che «per effetto di questo grave ritardo l’Azienda municipale trasporti, partecipata con capitale del Comune e già versante in condizioni di grave deficit finanziario, è stata convenuta in giudizio innanzi al Tar Catania da numerosi partecipanti al concorso». I consiglieri chiedono anche di sapere «quali interventi siano stati adottati dall’Amministrazione comunale al fine di sollecitare la società a definire le procedure concorsuali, ovvero a comprendere le ragioni per le quali le stesse non si sono concluse.» Secondo Nello Musumeci «è un diritto legittimo e sacrosanto, quello dei concorrenti, di essere informati sulle prospettive occupazionali che gli stessi attendono ad esito delle procedure concorsuali, e ciò anche alla luce della grave situazione di collasso che rischia l’Amt, pericolo del quale in più occasioni ci siamo occupati in consiglio comunale».
     
    Il gruppo de La Destra-As chiede infine al sindaco Stancanelli di voler riferire in aula «in merito alle proprie eventuali determinazioni già assunte e se non ritenga di voler richiedere parere all’avvocatura comunale sui rischi derivanti da un eventuale risarcimento del danno da corrispondere ai partecipanti del concorso».

    Scritti – ANGELO MAJORANA A CENTO ANNI DALLA MORTE – articolo pubblicato su “La Sicilia” del 10 febbraio 2010

    26 Marzo 2010

     

    nella foto: Angelo Majorana (archivio Cultrera)

     

    Giolitti, quand’era presidente del Consiglio, non ne faceva mistero: “Angelo Majorana è degno di più alti destini”, ripeteva spesso. E negli ambienti politici della capitale, agli inizi del Novecento, appariva largamente diffusa la convinzione che il giovane parlamentare catanese avrebbe preso il posto dello statista piemontese. Prima o poi, davvero Majorana sarebbe diventato capo del governo italiano, se non fosse stato colpito in fronte da un destino crudele, che lo strappò alla vita ad appena quarantaquattro anni: il 9 febbraio del 1910, proprio un secolo fa.

    Figura poliedrica ed affascinante di politico, giurista, costituzionalista e teorico della sociologia del diritto, Angelo Majorana rivela una precoce intelligenza che si nutre di un ambiente familiare quanto mai propizio. Il padre Salvatore, appartenente alla borghesia provinciale di Militello in Val di Catania, è già un personaggio di fama nazionale: brillante avvocato, professore universitario di Economia politica, più volte deputato liberale, ministro nel governo De Pretis e infine senatore.
    Con i suoi cinque figli maschi, Salvatore Majorana crea una vera e propria “dinastia intellettuale”, costruita col proprio metodo severo e rigoroso che si alterna alle amorevoli materne cure della moglie, seppure non colta. “La famiglia – scriverà un biografo loro parente- era disciplinata con rigore che si direbbe di caserma…la media delle ore di studio è di 12 su 24; anche le ore di svago e di pranzo sono allietate da utili conversazioni”. I risultati, in questo “clan” della borghesia intellettuale meridionale di fine Ottocento, non tarderanno ad arrivare: Giuseppe e Dante saranno parlamentari nazionali e rettori dell’ateneo catanese; Quirino, matematico di fama internazionale; Fabio, il meno noto, diverrà ingegnere delle Ferrovie dello Stato e padre di Ettore Majorana, scienziato, scomparso misteriosamente a trentadue anni.

    Ma Angelo, il secondogenito dei cinque fratelli, senza dubbio, si rivela il personaggio più geniale di questa singolare famiglia. Già la sua carriera scolastica ed universitaria lascia senza fiato: a dodici anni prende la maturità liceale, a sedici la laurea in Legge, a diciannove è già professore straordinario di Diritto costituzionale a Catania, a ventitre è promosso docente ordinario. E quando,  a trent’anni, diviene rettore dell’università etnea, Angelo prova il disagio e l’imbarazzo di ritrovarsi il più giovane fra i professori che formano il corpo accademico.

    Le aule giudiziarie italiane si aprono presto alla sua fama di giurista vigoroso e di eloquente oratore. Non ha ancora vent’anni, ed è già conferenziere richiesto da prestigiose istituzioni culturali. La gente corre ad ascoltarlo e resta estasiata. Un giorno, al termine di una conferenza, gli si avvicina un cronista veterano, entusiasta e commosso, per complimentarsi: “Angelo, tu parli come un Majorana!” Si era confuso, voleva invece dire: Majorana, tu parli come un Angelo! Ma il giovane oratore, con disincantata ironia, lo rassicura: “Nessun problema, torna bene anche così”.
    In politica esordisce a ventisette anni al Consiglio comunale di Militello, la cittadina dei genitori; quindi a Catania, consigliere, assessore e prosindaco. Nel 1897 viene eletto deputato per il collegio di Nicosia (allora in provincia di Catania e già appartenuto al padre). Liberale riformista, di fede monarchica, Majorana ispirerà la propria azione ad un liberalismo sociale attento ai ceti più deboli. A Montecitorio, il parlamentare catanese si distingue subito come relatore di alcuni impegnativi progetti di legge in materia finanziaria. Giolitti ne resta colpito e nel 1903 lo chiama a far parte del proprio governo, dapprima come sottosegretario e l’anno seguente come titolare delle Finanze. Così, a 38 anni, Angelo Majorana è il più giovane ministro che il Regno d’Italia abbia avuto, dopo Quintino Sella. Nominato al Tesoro, il siciliano presenta una proposta di legge per la conversione della rendita, che Camera e Senato approvano addirittura nello stesso giorno. E’ un successo politico per Giolitti ma, soprattutto, per il suo giovane delfino.

    E mentre tutti guardano a Majorana come al futuro capo del governo, nell’aprile del 1907 accade l’imprevedibile: il popolare ministro è costretto a lasciare il governo, tra l’incredulità degli ambienti politici, a causa della grave nefrite che da qualche tempo lo debilita. Si ritira a Catania, nella sua casa al civico 17 di via Umberto, con la moglie, la baronessa Vita Cultrera, ed i tre figlioletti Turillo, Rosina e Mariuccia. Seppure minato dall’inesorabile male, si dedica agli studi e riesce persino a pubblicare “L’arte di parlare in pubblico”, un trattato che riscuote successo anche all’estero.

    Al suo capezzale accorreranno, per tre anni, i più rinomati medici del tempo, ma ogni tentativo sarà inutile. Angelo Majorana muore in una grigia e piovosa mattina del febbraio 1910. “Niente commemorazioni funebri”, aveva raccomandato ai familiari prima che entrasse in coma. Temeva infatti, dopo la lunga, forzata assenza, di essere stato dimenticato dai catanesi. Ed invece la sua bara, portata a spalla dagli studenti universitari, verrà accompagnata al cimitero da centomila persone, come informano le cronache locali. Catania, in lutto cittadino, per un giorno si ferma a rendere omaggio ad uno dei suoi figli più rappresentativi, allo statista “che le giovani ali dischiuse ad altissimi voli”.

    ETNA: E’ TEMPO DI VOLTARE PAGINA

    1 Marzo 2010
    di Nello Musumeci

    Manca ancora qualche settimana alla conclusione della stagione invernale, ma sull’Etna è già tempo di bilanci. E quest’anno, purtroppo, per gli operatori turistici e commerciali che lavorano sul vulcano il consuntivo si paventa in rosso.

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