CATANIA, IL TAR DA’ RAGIONE A MUSUMECI: SI RICONTINO I VOTI DEL SINDACO!
14 Gennaio 2010

fonte palermo.repubblica.it
Torna in discussione l’elezione del sindaco di Catania avvenuta un anno e mezzo fa. Il Tribunale amministrativo regionale del capoluogo etneo ha infatti disposto il riconteggio delle schede per le elezione del primo cittadino che si erano svolte il 15 e 16 giugno del 2008. Dalle urne risultò eletto il senatore del Pdl Raffaele Stancanelli.
A dare notizia della decisione del Tar è stato Nello Musumeci candidato a sindaco per La Destra-Alleanza siciliana, che aveva presentato il ricorso contro l’esito delle elezioni nelle quali furono annullati 13 mila voti. Il ballottaggio fu evitato per il 4 per cento delle preferenze. Secondo il ricorso, nello spoglio del voto si sarebbero verificati degli errori, soprattutto nelle schede annullate. Il conteggio delle schede, che si terrà in prefettura, riguarderà 300 delle 330 sezioni elettorali e interesserà esclusivamente quelle per l’elezione del sindaco e non del consiglio comunale. Secondo i legali di Musumeci, in realtà, Stancanelli non avrebbe superato la soglia del 50 per cento delle preferenze e dunque non sarebbe dovuto essere proclamato sindaco al primo turno.
Si sarebbe dovuto tenere, invece, il ballottaggio tra l’esponente del Pdl e quello de La Destra — Alleanza siciliana. L’udienza, che si è tenuta davanti alla prima sezione del Tar di Catania, ha trattato anche il profilo di legittimità costituzionale sulla presenza nella stessa scheda dei candidati a sindaco e al Consiglio comunale: per i ricorrenti dovrebbero essere diverse per facilitare chi vuole ricorrere al voto disgiunto. Ma su questo fronte il Tar non ha ancora deciso. Il responso delle urne assegnò a Stancanelli quasi il 54 per cento delle preferenze. Musumeci arrivò al 27 per cento, mentre il parlamentare nazionale del Pd Giovanni Burtone si fermò al 18 per cento. Le schede nulle furono circa 13 mila e in quelle, sostengono i ricorrenti, ci potrebbe essere la modifica del risultato: potrebbero fare salire il quorum per il 50 per cento e scendere nelle preferenze il sindaco eletto che, ipotizzano i ricorrenti, così sarebbe sotto la quota delle metà delle preferenze. Di qui la necessità di indire il ballottaggio. La sezione elettorale speciale dovrà concludere le operazioni di verifica disposte dal Tar di Catania entro il prossimo 8 luglio. “La decisione del Tar di ricontare le schede per l’elezione del sindaco di Catania dimostra che la nostra iniziativa era giusta – dice Musumeci – E’ una decisione che mi rende felice e che fa giustizia. Ma quello che io desidero maggiormente è che sia rispettata la volontà degli elettori catanesi e il diritto-dovere di scegliersi il loro sindaco”.
E ORA SERVE UNA RIFLESSIONE
15 Aprile 2008
di Nello Musumeci

La Destra non ha vinto. Gli elettori hanno premiato, paradossalmente, le stesse forze politiche che negli ultimi 15 anni hanno governato l’Italia.
Sapevamo già che per noi non sarebbe stata una passeggiata, ma speravamo che la gente premiasse il nostro impegno identitario, sociale e popolare. Probabilmente non è passato con sufficiente chiarezza il messaggio di una Destra moderna e di governo, malgrado lo sforzo generoso di Daniela Santanchè e di tutti i nostri candidati.
Serve adesso una approfondita e lucida analisi interna per ricominciare da dove abbiamo lasciato; ma serve anche uno sforzo doveroso per capire come interpretare appieno le ragioni degli italiani “non rassegnati”, in questa fase di incertezza e transizione.
SILENZIO: SI VOTA
13 Aprile 2008
di Nello Musumeci
Silenzio: si vota. Per settimane abbiamo gridato, in ogni luogo di Sicilia, la rabbia di una terra tradita da una classe dirigente, che, a Roma come a Palermo, avrebbe dovuto servirla e aiutarla a crescere.
Per settimane abbiamo gridato la rabbia di tanti giovani disoccupati, anziani, donne, salariati, imprenditori, esasperati da promesse mai mantenute.
Per settimane abbiamo gridato, con i nostri candidati alla Regione, alla Camera e al Senato, la voglia di rivincita e di riscatto che solo la vittoria de La Destra può tornare ad alimentare.
Ma oggi non si grida: i Siciliani votano e nel silenzio ognuno deve poter ascoltare solo la voce della propria coscienza per sostenere le ragioni del nostro impegno e restituire a tanti il diritto al futuro.
…E FINI FECE FLOP!
2 Aprile 2008
di Nello Musumeci
Il flop di Fini a Palermo non è una novità. Già due anni addietro, a Catania, nella sala riunioni dell’Hotel Nettuno ( 300 posti circa) il capo di An si trovò davanti molte sedie vuote che lo fecero imbestialire. E “cazziò” in malo modo quell’anziano galantuomo del coordinatore etneo che tentava di giustificarsi ripetendo “Ma i manifesti li ho fatti attaccare, te lo giuro!”.
Per la recente brutta figura nel capoluogo siciliano, invece, Fini ha puntato il dito sull coordinatore regionale, cugino di Totò Cuffaro, del quale anche é fidato colllaboratore. E’ risaputo: qualunque cosa accada, il capo non sbaglia mai. La colpa è sempre degli altri, che non capiscono niente neppure in materia di organizzazione.
Quanto cinismo in questa spregiudicata condotta del leader! E se davvero Fini è convinto che le sale e le piazze semivuote sono solo un problema organizzativo , qualcuno, volontario e coraggioso, dovrà pur spiegarglielo che non è così. Finora nessuno ha trovato la forza di farlo, temendo serie ripercussioni sulla propria carriera politica. Ma prima o poi ci sarà chi, in Sicilia, dovrà dire in faccia a Fini che la gente è stanca e annoiata della sua politica; che chi è di Destra si sente tradito; che chi è opportunista cerca altri partiti e leader di potere, perchè più affidabili; che la sua figura appare ai siciliani sempre più come quella del “compare” (di Berlusconi) nel gioco delle tre carte. Qualcuno dovrà pur dirglielo che resta un uomo ormai circondato solo da ruffiani, carrieristi e mediocri, pronti a criticarlo alle spalle. Qualcuno dovrà spiegargli che gran parte dell’elettorato di quella che era AN ha deciso, in silenzio, di stare con noi della Destra.
E se proprio nessuno avrà il coraggio di dirglielo, Fini se ne accorgerà da solo, il 14 aprile.
TUTTI AI REMI !
7 Marzo 2008
di Nello Musumeci
Il primo nostro impegnativo compito in Sicilia era quello di preparare le liste dei candidati alla Camera (Occidentale e Orientale) e al Senato. Liste aperte e non riservate ai soli iscritti de La Destra; liste rappresentative di tutte le nove province, del mondo del lavoro e delle professioni ma formate anche da casalinghe, pensionati, giovani. Liste di qualità, sotto ogni profilo. Da oggi le offriamo al giudizio degli elettori siciliani, assieme ai valori, agli ideali e ai programmi di cui i nostri candidati si rendono interpreti e portavoce.
Il nostro secondo impegno è quello di preparare le liste per la elezione del Parlamento siciliano: una in ogni provincia. Complessivamente, le nostre liste nell’Isola dovranno superare la soglia del 5%. Non sarà una passeggiata, certo, ma neppure un’impresa impossibile. Molto dipenderà dalla qualità e dalla mobilitazione dei novanta candidati, ma anche dalla determinazione di ciascuno di noi.
LA SCELTA GIUSTA
3 Marzo 2008
di Nello Musumeci
Abbiamo fatto la scelta più giusta. Forse non coincide con quella più utile? Può darsi, ma in politica non si può sempre rincorrere il compromesso, comunque e a qualsiasi costo. Il pragmatismo deve discendere da un contesto di riferimento valoriale e di regole, certe e valide per tutti. Altrimenti diventa opportunismo. E noi non stiamo col piattino in mano, dietro la porta dei possibili alleati (Fi, An, Mpa) in attesa di elemosine. Se avessero davvero voluto una coalizione di Centrodestra, ci avrebbero chiamati sin dall’inizio, prima ancora di “prenotarsi” tutto: Regione, Province, Comuni.
Qui non è in discussione l’identità di ciascun soggetto politico: noi siamo noi e loro sono loro, uniti ma nella diversità (il Cuffarismo, sia chiaro, è un metodo che contagia solo chi si lascia contagiare nella pratica, non nelle alleanze). E’ invece in discussione la dignità ed il ruolo che La Destra vuole tutelare e che qualcuno vuole calpestare.
Dunque, restando così le cose, Lombardo non sarà il candidato presidente della Regione del Centrodestra ma solo del Centro. Perchè la Destra (e quindi noi) non ci sta e lavora preparando le proprie liste, alle nazionali, alle regionali e alle amministrative, per vincere e determinare davvero e finalmente la rottura col malgoverno del passato.













