Scopri come uscire dal mondo del lavoro prima dell’età pensionabile e percepire fino a 1.500 euro al mese per circa quattro anni: il ‘trucco’ è del tutto legale.

Lasciare il lavoro prima di raggiungere l’età pensionabile ufficiale può sembrare un miraggio, soprattutto per chi sogna di smettere di lavorare qualche anno prima senza sacrificare troppe entrate. Eppure, per alcune categorie di lavoratori in Italia esiste una misura che consente proprio questo: un reddito mensile fino a 1.500 euro per circa quattro anni, mentre si attende la pensione “vera” di vecchiaia. Questo non è un semplice trucco, ma un aiuto normativo pensato per chi rientra in specifiche condizioni previste dalla legge.
Che cos’è l’Ape sociale e come funziona
Si chiama Anticipo Pensionistico Sociale (Ape sociale) ed è una forma di accompagnamento alla pensione, rivolta a chi ha raggiunto un’età minima e determinate condizioni contributive ma deve ancora aspettare anni prima di ottenere la pensione di vecchiaia. In pratica, permette di smettere di lavorare prima dell’età ufficiale di pensionamento, percependo un assegno mensile che può arrivare fino a 1.500 euro per un periodo limitato.
Questa misura non è una pensione vera e propria, ma un reddito ponte che accompagna verso la pensione di vecchiaia, che in Italia si raggiunge generalmente a 67 anni. Chi ne fa uso continua poi a presentare la domanda per la pensione ordinaria al raggiungimento di quell’età.
Chi può accedere a questa forma di anticipazione
Per usufruire dell’Ape sociale è necessario soddisfare requisiti precisi. Innanzitutto, l’età minima è di 63 anni e 5 mesi. A questa si aggiungono condizioni legate alla carriera lavorativa e alla fragilità sociale o fisica. Per esempio, possono accedervi:

- Lavoratori che svolgono mansioni gravose, con almeno 36 anni di contributi;
- Persone in condizioni di disabilità certificata al 74% o superiore;
- Chi assiste un familiare con disabilità grave da almeno sei mesi;
- Soggetti che hanno perso involontariamente il lavoro e hanno già usufruito di tutte le prestazioni di disoccupazione previste.
Queste categorie rientrano in gruppi considerati più vulnerabili e, proprio per questo, la legge ammette per loro questa forma di anticipazione.
Cosa succede una volta iniziata
Una volta ottenuta l’Ape sociale, la persona può smettere di lavorare e percepire ogni mese l’importo stabilito fino al massimo di circa quattro anni, fino al momento in cui può richiedere la pensione di vecchiaia. È importante sapere che l’assegno non viene indicizzato all’inflazione, non comprende tredicesima né eventuali maggiorazioni familiari, e non sia reversibile ai superstiti. Non è possibile cumulare altri redditi da lavoro dipendente, anche se è ammesso qualche reddito da lavoro autonomo occasionale entro soglie basse.
Perché può convenire e cosa sapere prima
L’Ape sociale è pensata per ridurre il carico fisico e psicologico degli ultimi anni di carriera per chi ha svolto lavori usuranti o si trova in situazioni di fragilità. Tuttavia, non va confusa con la pensione completa: si tratta di un sostegno temporaneo, che non garantisce tutti i benefici di un normale trattamento pensionistico e resta legato al sistema contributivo.
Per molti lavoratori italiani che hanno maturato i requisiti, questa misura può rappresentare una possibilità concreta di interrompere l’attività lavorativa prima di 67 anni, con un supporto economico significativo per affrontare la fase di transizione.





