Assegno di Inclusione: ecco perché da questo mese rischi la sospensione

Saranno in tantissimi a non ricevere l’Assegno d’Inclusione questo mese: ecco il perché e cosa fare per poterlo percepire nuovamente quanto prima.

C’è un appuntamento che, per migliaia di italiani, vale più di una semplice data sul calendario. Febbraio 2026 si presenta come un crocevia delicato, un mese in cui controlli, verifiche e scadenze si intrecciano in modo silenzioso ma decisivo.

calendario nel mese di febbraio e mano che mantiene banconote euro
Assegno di Inclusione: ecco perché da questo mese rischi la sospensione Nellomusumeci.it

Non si tratta solo di un pagamento. È un passaggio che può determinare continuità o stop improvvisi, accrediti regolari o sospensioni inattese. E quest’anno il quadro è ancora più complesso.

Tra rinnovi, controlli e incroci di dati: il mese delle verifiche incrociate per l’Assegno d’Inclusione

All’inizio dell’anno si concentrano tre fattori che possono cambiare tutto:

  • Rinnovo dell’Isee 2026, con il rischio di omissioni o difformità che bloccano l’erogazione;
  • Controlli sui redditi e sui rapporti di lavoro, grazie all’incrocio dei dati Inps con le comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro;
  • Monitoraggio degli obblighi di attivazione, dalle firme digitali agli appuntamenti con servizi sociali e Centri per l’impiego.

Basta un dettaglio fuori posto — una comunicazione mancata, un modello non inviato, un appuntamento saltato — perché scatti la sospensione. Ed è proprio a febbraio che spesso emergono problemi accumulati nei mesi precedenti. Ritardi, richieste di integrazione documentale, verifiche supplementari: tutto si concentra in poche settimane. Stiamo parlando dell’Assegno di inclusione (Adi), la misura che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza e che oggi coinvolge quasi un milione di nuclei familiari.

mano che prende soldi dal portafogli
Tra rinnovi, controlli e incroci di dati: il mese delle verifiche incrociate per l’Assegno d’Inclusione Nellomusumeci.it

Per chi è in attesa del primo pagamento, la data da segnare è il 14 febbraio 2026. Riguarda:

  • nuove domande accolte;
  • riattivazioni;
  • beneficiari che hanno superato l’istruttoria;
  • sottoscrizione del Pad (Patto di attivazione digitale) sulla piattaforma Siisl.

Con il primo accredito arrivano anche eventuali arretrati maturati dal mese di decorrenza.

Diverso il discorso per chi ha già il beneficio attivo: in questo caso, il pagamento è previsto per il 27 febbraio 2026, a patto che:

  • i requisiti economici e anagrafici siano ancora validi;
  • l’Isee 2026 sia regolare;
  • non risultino inadempienze nelle comunicazioni su lavoro, redditi o variazioni del nucleo familiare.

Il calendario dei pagamenti 2026

Per le prime erogazioni dopo attivazione, le date previste sono:

14 febbraio
13 marzo
15 aprile
15 maggio
16 giugno
15 luglio
14 agosto
15 settembre
15 ottobre
13 novembre
15 dicembre

Per chi invece percepisce già l’Assegno di inclusione, le ricariche mensili sono fissate a:

27 febbraio
27 marzo
28 aprile
27 maggio
26 giugno
28 luglio
27 agosto
25 settembre
27 ottobre
27 novembre
23 dicembre

Naturalmente, ogni accredito resta subordinato alla verifica dei requisiti da parte dell’Inps.

I numeri dell’Adi: quanto vale davvero la misura

Dalla sua introduzione, nel gennaio 2024, fino a dicembre 2025, l’Assegno di inclusione ha raggiunto 936.000 nuclei familiari, coinvolgendo circa 2,2 milioni di persone. L’importo medio mensile si attesta intorno ai 685 euro, con una dimensione media dei nuclei di 2,4 componenti.

Un dato colpisce più degli altri: a dicembre 2025 la sola provincia di Napoli ha registrato più erogazioni rispetto a tutte le regioni del Nord messe insieme. Febbraio 2026, quindi, non è solo un mese di pagamenti. È un banco di prova. Per molti sarà una conferma, per altri un campanello d’allarme. E tutto dipende da dettagli che, spesso, sembrano invisibili fino a quando non diventano decisivi.

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