Cure dentali pagate dallo stato, ecco cosa sapere del bonus dentista: tutte le informazioni utili e i requisiti necessari per poter utilizzare l’agevolazione.
Sorridere senza pensieri non è solo una questione estetica. La salute orale incide sul benessere generale, sull’autostima e persino sulla prevenzione di patologie più serie. Eppure, in Italia, andare dal dentista continua a rappresentare una spesa impegnativa per molte famiglie.

I numeri più recenti parlano chiaro: una larga fetta di cittadini rinuncia alla visita di controllo annuale, rimandando cure e prevenzione soprattutto a causa dei costi elevati. L’idea diffusa è che le prestazioni odontoiatriche siano quasi esclusivamente private, accessibili soprattutto a chi può permetterselo. In realtà, esistono strumenti pubblici e fiscali che consentono di alleggerire, e in alcuni casi azzerare, la spesa. Un sistema fatto di esenzioni, contributi regionali e detrazioni, spesso poco conosciuto, che può fare la differenza soprattutto per le categorie più fragili.
Bonus dentista, tutto quello che c’è da sapere su questo tipo di agevolazione
Il cosiddetto “bonus dentista” non è un contributo unico nazionale, ma un insieme di misure gestite in larga parte a livello regionale, all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Il principio di base distingue tra vulnerabilità sociale, legata al reddito, e vulnerabilità sanitaria, legata a condizioni cliniche particolari. Per accedere alle prestazioni agevolate è necessario prenotare tramite il Centro Unico di Prenotazione (CUP), presentando la prescrizione del medico di base o di uno specialista del SSN.
Tra i documenti richiesti figurano l’attestazione ISEE aggiornata, la tessera sanitaria ed eventuali certificazioni mediche. Lo Stato andrà a coprire esclusivamente le cure considerate clinicamente necessarie, come le visite diagnostiche, sedute di igiene orale, cure conservative, estrazioni e protesi. Restano escluse le prestazioni con finalità puramente estetica.

Le differenze territoriali sono significative. In Toscana ed Emilia-Romagna, ad esempio, l’esenzione totale è prevista per chi ha un ISEE inferiore a 8.000 euro, con interventi che includono anche protesi e cure conservative. In Lombardia l’attenzione si concentra sulla prevenzione pediatrica, con esenzione dal ticket per i minori fino a 14 anni, indipendentemente dal reddito. Mentre in Veneto, gli over 64 con ISEE sotto una determinata soglia possono ottenere un contributo economico per la realizzazione di protesi dentarie.
Particolare attenzione è riservata alle donne in gravidanza con redditi medio-bassi, che possono accedere gratuitamente a visite e sedute di igiene orale nell’ambito di programmi di prevenzione dedicati. L’esenzione totale è inoltre prevista per pazienti oncologici in terapia, trapiantati, persone con immunodeficienze gravi o patologie cardiache e coagulative importanti, per cui le infezioni orali rappresentano un rischio concreto.
Per chi non rientra nelle categorie di esenzione o preferisce strutture private, esiste comunque una tutela fiscale: le spese odontoiatriche possono essere detratte al 19% nella dichiarazione dei redditi, superata la franchigia prevista dalla normativa. Fondamentali la tracciabilità del pagamento e la conservazione della fattura. Si tratta di un ‘bonus’ davvero importante e che risulta essere davvero utile, per chi, fino ad ora, ha rinunciato a prendersi cura di se.





