Come abbassare l’ISEE 2026 in modo legale: strategie e consigli pratici per ridurre l’indicatore e accedere a bonus e agevolazioni fiscali.

Presentare l’ISEE è diventato un appuntamento fisso per milioni di italiani che desiderano accedere a prestazioni sociali agevolate, dal Bonus Psicologo all’Assegno Unico, fino agli sconti sulle bollette. Tuttavia, molti ignorano che esistono strategie perfettamente lecite per ottimizzare il proprio indicatore senza incorrere in sanzioni o dichiarazioni mendaci. Sapere come muoversi tra patrimoni e composizione del nucleo familiare può fare la differenza tra l’esclusione e l’ottenimento di un beneficio.
La gestione intelligente del patrimonio mobiliare
Uno degli errori più comuni è non considerare come i saldi dei conti correnti influenzino il calcolo finale. Sebbene l’ISEE 2026 faccia riferimento ai dati di due anni precedenti, la pianificazione rimane fondamentale.
Un metodo legale per alleggerire il peso del patrimonio mobiliare consiste nel cointestare i conti correnti o, laddove possibile, investire in strumenti che godono di franchigie specifiche. Anche la scelta di estinguere piccoli debiti o rate residue prima della fine dell’anno può contribuire a ridurre la giacenza media complessiva, abbassando di riflesso il valore dell’indicatore.
La composizione del nucleo familiare e la residenza

Non sempre vivere sotto lo stesso tetto implica far parte dello stesso nucleo ai fini ISEE. Esistono casi specifici, come quello dei figli maggiorenni non conviventi e non a carico, che possono essere esclusi dal calcolo se rispettano determinati requisiti di reddito e autonomia.
Allo stesso modo, la presenza di persone con disabilità all’interno della famiglia permette di beneficiare di detrazioni e franchigie molto importanti, che abbattono drasticamente l’ISEE finale. Verificare correttamente chi debba effettivamente rientrare nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è il primo passo per non gonfiare inutilmente il proprio valore patrimoniale.
Quando richiedere l’ISEE Corrente
Se la situazione economica della famiglia ha subìto un peggioramento recente, l’ISEE ordinario (basato su dati vecchi di due anni) potrebbe non rispecchiare la realtà attuale. In questo caso, lo strumento più potente a disposizione dei cittadini è l’ISEE Corrente.
Questa versione dell’indicatore può essere richiesta se si è verificata una variazione rilevante del reddito (ad esempio per la perdita del lavoro o la cassa integrazione) superiore al 25%, oppure una riduzione del patrimonio superiore al 20%. Utilizzare l’ISEE Corrente permette di “fotografare” la difficoltà presente, garantendo l’accesso ai bonus a chi ne ha effettivamente bisogno oggi, e non basandosi su una ricchezza che magari non esiste più.





