Nella nuova puntata di NEPD Eros Puglielli parla di “Agata Christian”: perché quel titolo funziona, come nasce il giallo comico e cosa succede davvero sul set.
Nella nuova puntat (la novantatreesima dedicata allo spettacolo!)a di Non è più Domenica (NEPD) il cinema torna protagonista con Eros Puglielli, in collegamento con Agata e Cristian Leale. Il cuore della conversazione è “Agata Christian – Delitto sulle nevi”, e soprattutto l’idea che lo sostiene: costruire un giallo comico vero, con atmosfera e struttura da mystery, ma attraversato da registri comici diversi e riconoscibili.

Puglielli spiega che “Agata Christian” nasce come nome in codice del progetto e poi diventa inevitabile titolo del film (e di una possibile saga): a forza di usarlo, si scopre che ogni volta che lo pronunci l’effetto è immediato, quasi “misurabile”. Non è solo una battuta: dentro quel titolo c’è già la fusione di due mondi e, in un certo senso, l’ambizione di allargare i codici dell’intrattenimento italiano senza sottovalutare il pubblico.
Tra strategia d’uscita, cast “trasversale” e aneddoti che raccontano il mestiere
Uno dei passaggi più interessanti riguarda la scelta dell’uscita: non sempre “il periodo migliore” coincide con il più ovvio. Puglielli racconta la logica degli incastri e delle sovrapposizioni con titoli-evento e promozioni parallele: l’aspetto commerciale, in questa visione, non è un tradimento dell’idea, ma ciò che la rende sostenibile nel tempo, fino all’ipotesi di trasformare il film in un brand replicabile (se il pubblico continua a premiarlo).
Si parla anche di cast e set, con un focus su alcune scelte e su come funzionano davvero le dinamiche dietro la macchina da presa. Su Tony Effe, ad esempio, Puglielli ribalta lo stereotipo sul trapper della Dark Polo Gang: lo descrive come puntuale, timido, professionale, lontano dall’immagine “pubblica” che spesso lo precede. E quando arriva il momento di Giorgio Colangeli, il tono si fa quasi affettuoso: viene raccontato come un attore di altissimo profilo, rimasto identico a se stesso nonostante il successo, con una dedizione fuori scala (incluso l’aneddoto della scena con la faccia nella torta girata per giorni).
La puntata (che potete vedere per intero qui sopra) si chiude con un episodio perfetto per capire quanto il set sia, insieme, lavoro e caos controllato: il racconto del cane “attore” difficile da gestire, che all’anteprima si presenta in sala e finisce persino per aggredire Lillo anche fuori scena. Un dettaglio surreale, ma anche rivelatore: dietro un film “leggero” c’è spesso una fatica reale, e la capacità di tenere insieme disciplina, imprevisti e ritmo.
